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Legislazione
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Giovedì 22 Gennaio 2009 19:50 |
L'Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 13/E del 20 gennaio 2009 (il cui contenuto è stato anticipato dal GSE alla fine del 2008, (v. Staffetta 31/12/08), ndr) si è espressa a seguito di un'istanza di interpello formulata dal Gestore dei Servizi Elettrici s.p.a..
Sostanzialmente le indicazioni dell'Agenzia prendono piede dal ruolo centrale del GSE nella promozione, nell'incentivazione e nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia; funzioni primarie conferitegli dalla Autorità per l'Energia Elettrica e per il Gas nell'ambito del cosiddetto servizio di scambio sul posto (SSP) |
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Legislazione
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Lunedì 12 Gennaio 2009 21:55 |
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Con la nuova delibera dell’Autorità si completa il quadro normativo per gli incentivi alle fonti rinnovabili di piccola taglia, così come stabilito nella Finanziaria 2008. Il sistema sarà gestito da un unico soggetto, il GSE. Partono le nuove facilitazioni a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con impianti di piccola taglia (fino a 1 MW di potenza). L'Autorità per l'energia elettrica e il gas (AEEG) ha infatti introdotto un nuovo regime semplificato per l'energia elettrica prodotta e immessa in rete che prevede un unico prezzo fisso incentivante, la cosiddetta “tariffa fissa onnicomprensiva” e un interlocutore unico con il quale stipulare le convenzioni. Questa delibera dell’AEEG (ARG/elt 1/09), pubblicata oggi 12 gennaio, era il passaggio obbligato che si attendeva dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Mse-Minambiente del 18 dicembre 2008 sull’incentivazione delle fonti rinnovabili, il cosiddetto decreto attuativo della Finanziaria 2008 (GU n. 1 del 2 gennaio). Vediamo allora le principali novità introdotte dal decreto. All'energia elettrica immessa in rete, prodotta da impianti eolici di potenza non superiore a 200 kW e da impianti alimentati da altre fonti rinnovabili, con esclusione della fonte solare, di potenza non superiore a 1 MW, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, viene riconosciuta in alternativa ai certificati verdi, su richiesta del produttore, una tariffa fissa onnicomprensiva di entità variabile (vedi tariffe e informazioni sul quadro normativo) per una durata di 15 anni. Inoltre, nel decreto è prevista l’estensione a 15 anni dei certificati verdi per l’energia elettrica prodotta da rinnovabili, con potenze superiore a 1 MW, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007. La tariffa fissa onnicomprensiva, che comprenderà sia le componenti remunerative di mercato che quelle di incentivazione vere e proprie, sarà garantita da un unico soggetto nazionale, il Gse (il Gestore dei Servizi Elettrici) e non più dai diversi distributori territoriali. I produttori potranno concludere con il Gse una convenzione di ritiro dell'energia elettrica immessa secondo procedure uniche per tutto il sistema elettrico nazionale, basate su specifiche tecniche verificate dall’Autorità. La tariffa fissa onnicomprensiva, come detto, non si applica al fotovoltaico che usufruisce del conto energia specifico L'Autorità, inoltre, ha esteso la possibilità di aderire al meccanismo di scambio sul posto agli impianti di potenza fino a 200 kW entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007 ai quali si applicheranno le regole già in vigore dal 1° gennaio 2009 per gli impianti da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW. Il GSE ha dunque ora il compito di qualificare gli impianti aventi diritto agli incentivi e il produttore di elettricità rinnovabile dovrà pertanto esercitare all’atto della prima richiesta al GSE il diritto di opzione tra i certificati verdi e la tariffa fissa onnicomprensiva. È consentito, prima della fine del periodo di incentivazione, un solo passaggio da un sistema incentivante all’altro: in tal caso, la durata del periodo di diritto al nuovo sistema incentivante è ridotta del periodo già fruito con il precedente sistema. Con questa delibera si completa il quadro normativo previsto dalle leggi n.222/07 e n. 244/07 e attuato, come detto, dal decreto interministeriale del 18 dicembre 2008. L’Autorità ha comunicato che, “considerando che il sistema di incentivazioni determina anche un onere sostenuto dai clienti finali, l’ente ha vigilato e continuerà a vigilare a garanzia degli utenti del sistema elettrico circa il corretto ammontare di tale onere e il corretto accesso dei produttori al sistema di incentivazione pure attraverso un programma di capillari verifiche sugli impianti”. Fonte: QualEnergia |
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Mercoledì 17 Dicembre 2008 17:31 |
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di Claudia De Amicis Roma, 17 dicembre - Continua a suscitare dissensi l’approvazione dell’articolo 29 del DL 185/08 che limita le detrazioni fiscali del 55% sugli investimenti per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. L'ultimo atto di questa “campagna di protesta” è stata la conferenza stampa indetta da Adiconsum e Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), oggi a Roma, nella quale sono state illustrate le criticità del DL anti-crisi (in merito alle limitazioni contenute nell’art. 29) e le proposte per migliorarlo. “Non possiamo fare un passo indietro -ha detto Paolo Landi, segretario generale Adiconsum- soprattutto in vista della crisi economica che stiamo affrontando e che coinvolgerà anche il settore dell’edilizia. Mantenere la norma relativa alle detrazioni come era in origine consentirebbe un contenimento degli effetti della recessione, evitando così la cassa integrazione”. D’accordo anche Tommaso Campanile, responsabile del dipartimento Competitività e Ambiente del Cna, che ha ricordato come finora la politica di incentivazione a sostegno delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica abbia dato ottimi risultati diretti -risparmio in termini di acquisto di energia dall’estero- e indiretti - attenzione all’ambiente e, soprattutto, lo sviluppo di una filiera prima inesistente. Oggi, la filiera del settore rinnovabili/efficienza è costituita da circa 50.000 tra piccole e medie imprese per un totale di addetti che si aggira intorno ai 200.000 addetti (“stiamo parlando di due Fiat”). Nei due anni in cui ha operato la detrazione fiscale del 55% -fa sapere un comunicato congiunto Adiconsum e Cna- sono state presentate oltre 230.000 domande, con un volume di 3,3 miliardi di € di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza. Questi interventi hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia e oltre 200.000 tonnellate di CO2 non emessa. Ipotizzando un trend analogo per i prossimi due anni, lo Stato incasserebbe circa 2,1 miliardi di € tra imposizione fiscale diretta e indiretta, a fronte di un esborso di 1,9 miliardi di €. “Uno spostamento importante di strategia - ha detto Simone Togni, intervenendo in rappresentanza di Anev e Ises Italia- sarebbe destabilizzante per il settore. L’intervento sull’efficienza stava andando benissimo, per cui non solo dovrebbe essere ripristinato, ma addirittura dovrebbe essere potenziato”. Oltre a ripristinare la norma precedente, però, sarà necessario applicare dei correttivi per quanto riguarda i controlli sugli interventi incentivati. E’ quanto dichiarato Leonardo Berlen (Kyoto Club) e Pieraldo Isolani (Adiconsum) che hanno sollecitato, in questo senso, una maggiore attenzione da parte dell’Enea, che è l’ente incaricato per svolgere controlli a campione sul territorio. Hanno dato la loro adesione all’iniziativa: le associazioni consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti e le seguenti organizzazioni: Fiper, Assolterm, Aper, Greenpeace Italia, Wwf Italia, Assosolare, Gifi, Legambiente, Ises Italia, Anev, Itabia, Kyoto Club, Federpern. |
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Mercoledì 03 Dicembre 2008 16:32 |
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In Piazza per chiedere di ritirare un provvedimento devastante per il settore delle rinnovabili e del risparmio energetico, che danneggia le famiglie e condanna al fallimento la lotta ai cambiamenti climatici. Assolterm (associazione degli operatori del solare termico) e Legambiente convocano per il prossimo 11 Dicembre alle 11,00 un'iniziativa di mobilitazione per fermare quanto previsto dall'articolo 29 del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo. Siete invitati ad aderire alla manifestazione e a diffondere questo messaggio e non solo……………….siete invitati a inondare di mail il sito del governo, qui sotto il testo http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp Fac simile da scrivere nel testo: Vorrei avere spiegazione scritta dei motivi che hanno portato ad approvare l'art 29 del decreto legge n.185 del 28 novembre 08. Esso rende più difficile e meno efficace l'accesso agli sgravi al 55% degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici. Essendo una delle pochissime iniziative concrete fatte dal Governo per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il protocollo di Kyoto, chiedo che l'iniziativa venga ripristinata. grazie |
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