Data: Mercoledì, 08 Set 2010
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Perché l’energia del vento fa bene all’Italia

Eolico
Venerdì 19 Febbraio 2010 16:22

Per ulteriori informazioni sull'eolico in Italia vedi anche: L’Italia dell’eolico non si ferma (Qualenergia.it)
Per quanto riguarda la potenza installata tra il 2009 e l'inizio del 2010, prima regione resta la Sicilia (309 MW), seconda rimane la Puglia (212,3) ma terza è sorprendentemente la Calabria (212), seguono Sardegna (178) e Campania (121). Da notare che dieci regioni non hanno installato alcun MW di eolico nel periodo considerato: Abruzzo, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto.
Decisamente meno eolico in Toscana (45 MW), Liguria (24), Emilia Romagna (22,4) e Lazio (13). Quasi assente in Lombardia (0,12 MW) e ancor meno nelle Marche (0,023) e in Valle d'Aosta (0,012).
In questo momento in Italia l'eolico conta 5.231 MW installati che sono distribuiti principalmente tra Sicilia (1.190 MW), Puglia (1.163 MW), Sardegna (815 MW) e Campania (806 MW). Le prime tre regioni insieme hanno oltre la metà del parco eolico totale nazionale (3.268 MW su 5.231). Importanti anche i contributi di Calabria (451 MW), Molise (254), Abruzzo (218) e Basilicata (214).
A ribadire "la necessità di regolamentazione al settore" è anche Simone Togni, segretario generale dell'Anev. Un esempio del perché bisogna dare regole certe, Togni lo fornisce con i dati occupazionali: con le attuali normativa, "l'eolico nel 2009 ha visto oltre 20mila tra addetti diretti e indiretti". La speranza del segretario Anev è che "le linee guida attese per dare applicazione alla direttiva del 2001 possano essere emanate in Conferenza dei Servizi prima delle elezioni".
Per ovviare ai problemi, le soluzioni - almeno sulla carta - sono semplici: da una parte, spiega il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, "servono linee guida omogenee a livello nazionale, così da assicurare tutela del paesaggio e dare certezze alle imprese, garantendo in questo modo il mercato". Dall'altra, "bisogna implementare gli impianti offshore che non pongono il problema dell'estetica". Cogliati Dezza sottolinea infatti che le turbine eoliche possono essere poste "senza alcun problema di profondità nell'Adriatico, anche a 10-20 chilometri dalla costa, e in alcune zone della Sicilia". In questo, riconosce, "le Regioni possono fare molto", anche se al momento solo la Puglia "è attiva a livello sistematico", mentre la Sicilia "è balbettante".
Nel nostro paese, denuncia Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, ci sono due ordini di problemi limitano lo sviluppo dell'eolico: l'assenza di un quadro normativo chiaro e una informazione errata. Per quanto riguarda il primo, dice Zanchini, “mancano regole nazionali, e a livello regionale, queste sono tali che non è possibile realizzare impianti, visti i tanti vincoli e impedimenti". Il secondo problema, quello informativo, ruota attorno alla questione dell'impatto ambientale. "Il problema è solamente estetico", sostiene Zanchini e per questo Legambiente ha voluto presentare un libro fotografico raffigurante pale eoliche dal titolo 'Smisurati giganti?', una "voluta citazione del Don Chisciotte" per sottolineare la 'battaglia' in atto contro i mulini a vento.
Questo il quadro tracciato nel corso di 'Il vento fa bene all'Italia', il convegno organizzato a Roma da Legambiente in collaborazione con Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento).L’eolico in Italia continua ad essere un settore in forte crescita con oltre 5.200 MW di potenza installata: tra il 2009 e l’inizio del 2010 sono stati installati impianti per 1.107 MW. E il potenziale stimato è di 16mila MW. “Manca però una chiara politica di sviluppo che deve fare inoltre i conti con "polemiche ipocrite ed esclusivamente estetiche". Per far decollare il comparto servono quindi "regole uguali per tutti" e una "informazione trasparente e chiara sull'eolico". L’eolico in Italia continua a crescere con i suoi 5.231 MW installati ad oggi, 1.107 MW dall’inizio del 2009, ma è anche frenato dall’assenza di linee guida nazionali e da informazioni errate che circolano sulla tecnologia. Una nota sul convegno 'Il vento fa bene all'Italia', organizzato oggi a Roma da Legambiente insieme ad Anev.