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Tanti sarebbero i “green jobs” che potrebbero essere creati nel mondo entro il 2030 puntando su rinnovabili ed efficienza energetica.
Oggi in Europa nel settore delle energie rinnovabili, che vanta un fatturato di oltre 40 miliardi di euro, ci sono già 450 mila lavoratori. Ma puntando su rinnovabili ed efficienza energetica, i posti di lavoro verdi nel settore dell'energia possono diventare 8 milioni a livello globale entro il 2030. È quanto sostiene l'ultimo rapporto “Working for the Climate: Green Job [R]evolution” di Greenpeace (scarica la versione integrale in inglese o la sintesi in italiano). Serve una “Rivoluzione Energetica” Lo studio, realizzato in collaborazione con il Consiglio europeo per l'energia rinnovabile (EREC), presenta un modello di sviluppo che consentirebbe, senza ricorrere allo sviluppo del nucleare, di tagliare le emissioni nel settore energetico, raggiungendo maggiore occupazione rispetto a quella garantita dall'attuale dipendenza dal carbone. Attraverso quella che Greenpeace chiama “Rivoluzione Energetica”, l'industria delle rinnovabili potrebbe secondo il rapporto raggiungere 6,9 milioni di posti di lavoro entro il 2030, mentre 1,1 milioni di posti di lavoro potrebbero essere creati grazie all'efficienza energetica. Più lavoratori e meno emissioni Con il passaggio dal carbone e combustibili fossili alle fonti rinnovabili, si eviterebbero 10 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2, mitigando così i cambiamenti climatici. Inoltre, ciò porterebbe alla creazione di 2,7 milioni di posti di lavoro in più rispetto allo scenario di riferimento dell'International Energy Agency, che – al contrario – prevede una perdita netta di mezzo milione di occupati da qui al 2030 per le innovazioni in campo minerario. Più occupazione in Italia Secondo il rapporto di Greenpeace, puntare su rinnovabili ed efficienza in Italia significherebbe raggiungere oltre 100 mila occupati nel solo settore dell'energia elettrica al 2030, l'82 per cento in più rispetto ai 56 mila dello scenario di riferimento. Il 73% dei lavoratori del settore sarebbe occupato nelle rinnovabili mentre per il 22% si tratterebbe di nuovi posti di lavoro creati grazie agli investimenti in efficienza energetica. A questi numeri andrebbero aggiunti i lavoratori dell'indotto, valutabili nello stesso ordine di grandezza. Giudizi positivi dalla CGIL Positivi commenti sui dati presentati da Greenpeace arrivano da Guglielmo Epifani, Segretario Generale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), secondo il quale “le risposte vere alla crisi stanno nelle scelte durature e sostenibili per l'uomo, le donne e l'ambiente. Per questo è necessario investire risorse nella trasformazione equa e sostenibile dei modelli di produzione e di consumo, a partire dall'energia, per mantenere e incrementare l'occupazione”. “Il sindacato, come gli autori di questo rapporto – ha aggiunto Epifani - ritiene che un'azione tempestiva e lungimirante dei Leader del mondo per contrastare il cambiamento climatico deve e può essere un potente volano per una crescita economica equa e sostenibile e di progresso sociale”. Scarica la versione in del rapporto in inglese. Scarica la versione sintetica del rapporto in italiano. |