Data: Mercoledì, 08 Set 2010
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Quattro anni targati Obama. Più verdi?
Politiche Energetiche
Mercoledì 21 Gennaio 2009 12:01
 E' il giorno del giuramento di Barack Obama dal quale si attendono anni di grandi cambiamenti in campo energetico e ambientale. Un'analisi di Silvia Zamboni dell'attività della nuova amministrazione sarà pubblicata nel prossimo numero di QualEnergia. Ne riprendiamo alcuni stralci.

Nell’ultimo discorso programmatico tenuto l‘8 gennaio scorso prima dell’insediamento alla Casa Bianca, il neo presidente ha presentato le linee-guida del suo “Piano per la ripresa e i nuovi investimenti” (American Recovery and Reinvestment Plan) che associa parte degli interventi anti-crisi economica alle misure anti-riscaldamento globale, e avvia così la realizzazione del piano presentato in campagna elettorale “Nuova energia per l’America”.   ... ... ...

Questo piano servirà a creare o a mantenere in vita entro la fine del 2010 tra i tre e i quattro milioni di posti di lavoro, ha calcolato lo Studio sull’impatto occupazionale del piano, (The job impact of the American Recovery and Reinvestement Plan), presentato dai suoi esperti il giorno dopo.
Non del solito piano di lavori pubblici si tratta, bensì, “di un piano che riconosce il paradosso e l’opportunità offerte insieme in questa fase: che ci sono milioni di americani in cerca di lavoro mentre in tutto il paese c’è un sacco di lavoro da fare”, ha detto il neo presidente Usa. Per questo le priorità saranno l’energia e l’istruzione, la sanità e nuove infrastrutture necessarie per mantenere forza e competitività nel XXI secolo. La stragrande maggioranza (il 90%) dei nuovi posti di lavoro sarà creata nel settore privato, mentre in quello pubblico saranno preservati dai tagli i posti degli insegnanti, dei poliziotti, dei vigili del fuoco e delle altre categorie che garantiscono servizi essenziali.
Per dare vita ad un sistema energetico pulito, nei prossimi tre anni sarà raddoppiata la produzione di energia da fonti non fossili.  … ... ...

 

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Cambiano gli incentivi per l'energia pulita
Politiche Energetiche
Domenica 18 Gennaio 2009 15:06

La produzione energetica da impianti di 1MW è incentivata tramite i certificati verdi per 15 anni

L'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ad esclusione della fonte solare, da alcuni anni, è incentivata mediante il rilascio dei cosiddetti certificati verdi.
Dal 2001, infatti, gli impianti che importano o producono energia elettrica da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale una quota prodotta da fonti rinnovabili.  
Alle fonti rinnovabili tradizionali (energia prodotta dal sole, vento, risorse idriche e geotermiche, maree, moto ondoso e tramite la trasformazione dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici) si sono aggiunte, in seguito ad una modifica del 2007, anche le fonti energetiche provenienti dall'agricoltura e dall'allevamento di animali (biogas e biomasse).
In particolare la legge 222/2007 sul mercato agroalimentare, aveva esteso i meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica anche agli impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall'impianto che li utilizza per produrre energia elettrica.
Nella legge finanziaria 2008 si dispone anche un significativo aumento degli incentivi, per compensare i costi derivanti dalle difficoltà del processo di individuazione dei siti, di autorizzazione e di collegamento alla rete per i nuovi impianti. Secondo tale legge, la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti rinnovabili e di potenza nominale media annua superiore a 1 megawatt (MW), è incentivata con il sistema dei certificati verdi per un periodo di quindici anni.
Con il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 18 dicembre 2008, pubblicato il 2 gennaio scorso sulla Gazzetta ufficiale, si da attuazione alla legge finanziaria 2008, nella parte che stabilisce i meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento.
 
 
 
 
 
Approvato dal Parlamento Ue il pacchetto clima-energia
Politiche Energetiche
Venerdì 19 Dicembre 2008 10:28
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Fonte: annia316's photostream
Col voto del Parlamento europeo sul pacchetto di misure nel settore energetico e della lotta ai cambiamenti climatici, l'Unione europea ha raggiunto un accordo che aiuterà l'Europa a diventare un'economia basata sulle basse emissioni di carbonio e ne incrementerà la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
In piena sintonia con le proposte presentate dalla Commissione nel gennaio 2008, l'accordo verte su obiettivi giuridicamente vincolanti, da conseguire entro il 2020: riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, una quota pari al 20% nella produzione di energia da fonti rinnovabili, e un miglioramento dell'efficienza energetica del 20%. L'intesa è stata raggiunta con difficoltà sulle revisioni del sistema di scambio di quote di emissione, sulla distribuzione degli sforzi per ridurre le emissioni al di fuori del sistema di quote, sul quadro giuridico per la cattura e stoccaggio geologico del biossido di carbonio così come sulle proposte concernenti le emissioni di CO2 da parte delle auto e la qualità dei biocarburanti. Prima regione al mondo ad essersi impegnata in modo vincolante a riduzioni delle emissioni di tale portata, l'Europa si trova all'avanguardia nella lotta contro i cambiamenti climatici. Il voto odierno rappresenta un contributo importante verso un accordo internazionale ambizioso da raggiungere a Copenaghen entro la fine del 2009.

Fonte: Commissione europea - Italia

 
Scaiola e Prestigiacomo: firmato il decreto per la riforma del settore rinnovabile
Politiche Energetiche
Mercoledì 17 Dicembre 2008 17:43

E' stato firmato dai Ministri Prestigiacomo e Scaiola il Decrfeto che riforma il settore delle rinnovabili. Molte le novità introdotte: conto energia per il minieolico e scambio sul posto fino a 200 kW.

Il Decreto è stato inviato alla Corte dei Conti e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

 Scarica il Decreto.

 
Pacchetto clima-energia, arrivati all'accordo
Politiche Energetiche
Lunedì 15 Dicembre 2008 19:08
L’approvazione del Pacchetto Clima Energia rappresenta una grande vittoria per l’ambiente e per l’Europa che con questo accordo conferma e rafforza la sua leadership in vista della Conferenza di Copenhagen del dicembre 2009, che dovrà definire un accordo globale sulla lotta ai gas serra.
E’ stato raggiunta un’intesa che da un lato mantiene saldi gli obiettivi di riduzione dei gas serra e dall’altro tiene conto delle esigenze dei diversi paesi puntando alla sostenibilità delle misure dalle diverse economie nazionali nel segno della concretezza, come chiesto dall’Italia che ha visto riconosciute le proprie ragioni, superando gli ambientalismi ideologici di chi per mesi strumentalmente ha accusato il Governo di voler boicottare l’accordo.
L’Italia ha saputo invece ottenere, con fermezza e con la forza delle proprie ragioni politiche e tecniche, modifiche che si muovevano in direzione dell’equità, della sostenibilità economica ed ambientale, e della tutela degli interessi nazionali nell’ambito dei condivisi obiettivi europei.
Abbiamo ottenuto che i settori manifatturieri rilevanti per l’Italia non siano sottoposti al sistema delle aste a pagamento. Da qui al 2013, quando la Direttiva entrerà in vigore, lavoreremo sulla base dei criteri della Direttiva affinché anche gli eventuali settori che non dovessero essere coperti vengano garantiti.
Un significativo riconoscimento dei nostri argomenti è avvenuto anche sul fronte dei 'progetti CDM', ossia progetti a basso contenuto di carbonio attuati dal Governo e dalle imprese italiane in paesi extra Ue.
I crediti generati da questi progetti potranno essere utilizzati nel mercato europeo almeno fino al 2016 a prescindere da eventuali limitazioni che potrebbero essere introdotte dal 2013 in poi. Tale misura richiesta dall’Italia ha inteso salvaguardare gli investimenti 'ecologici' fatti dalle imprese del nostro paese all’estero.  Inoltre per i progetti di carbon storage (stoccaggio dell’anidride carbonica) abbiamo ottenuto l’impegno ad 'una distribuzione geografica equa' dei progetti che saranno finanziati dall’Unione Europea in modo da consentire all’Italia di competere ad armi pari con la propria tecnologia in un settore di grandissimo rilievo per il futuro. Abbiamo inoltre ottenuto che queste misure siamo legate agli esiti di Copenhagen perché è evidente che il quadro degli impegni europei dovrà inserirsi nel panorama degli impegni globali che verranno assunti dai competitors economici dell’Europa (Usa, Cina e India in primo luogo).
Una verifica che, come hanno concordato oggi i capi di Governo su proposta del Presidente Berlusconi, si svolgerà nel marzo del 2010.
E, tracciando un bilancio di questa complessa partita che l’Italia ha condotto, va ricordato anche il regolamento C02 auto sul quale, intervenendo 'a cose fatte' siamo riusciti ad ottenere significativi miglioramenti su un testo che era gravemente penalizzante sia per l’ambiente che per le l’industria nazionale.  Ora bisogna guardare avanti, al G8 che ci attende che sarà una occasione privilegiata per confrontarsi su questi temi.
Al Governo, sul piano interno, spetta la responsabilità di attuare un progetto energetico per il paese che sia sempre più 'carbon free' sfruttando tutte le opzioni della tecnologia ed investendo in innovazione e sulle rinnovabili per far sì che la battaglia per l’ambiente diventi sempre più e davvero un 'green deal' capace di accelerare ed ampliare il valore economico di una scelta di fondo per lo sviluppo sostenibile.
 
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