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Bioetanolo
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Venerdì 10 Aprile 2009 08:53 |
BRUXELLES - Secondo i principali produttori, il bioetanolo di seconda generazione e' ormai una realta', ma per passare dalla fase di prototipo alla produzione industriale il passo e' ancora lungo. C'e' una serie di ostacoli da superare: dal rischio di impresa, alle facilitazioni del credito, alla creazione di una rete di distribuzione del prodotto, al trattamento della
lignocellulosa. Per quest'ultima, usata come principale materia prima del bioetanolo di seconda generazione, non esiste ancora un mercato per la raccolta, lo stoccaggio, il trattamento, il trasporto. La normativa Ue sulle rinnovabili di fatto garantisce ai biocarburanti di seconda generazione solo una agevolazione: quella di contare il doppio nel calcolo del 10% che dovranno costituire i carburanti verdi rispetto al consumo totale utilizzato per il settore dei trasporti.
L'incentivo non viene giudicato sufficiente ed ora si fa appello ai singoli stati membri perche' nei loro piani di azione nazionali introducano strumenti capaci di spingere i produttori di etanolo a scommettere sulla seconda generazione. Ci vogliono stimoli fiscali, ma anche ammende severe per evitare che si preferiscano i carburanti fossili, attualmente molto convenienti. L'Associazione Europea Carburanti Bioetanolo si richiama quindi a quanto sta avvenendo negli Stati Uniti dove norme severe fissano gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni in modo imperativo. Chiedono anche che benzina e diesel vengano trattate nello stesso modo dal punto di vista fiscale per non favorire un tipo di carburante, e quindi di biocarburante, rispetto all'altro. (ANSA). |